Attacchi di Panico, fulmini a ciel sereno

Attacchi di Panico, fulmini a ciel sereno

Articolo a cura della Dott.ssa Francesca Saccà pubblicato all'interno della Rivista Bimestrale Raifly - Mar. Apr. 2008 (in distribuzione presso la R.A.I Radio Televisione Italiana)


Attualmente, secondo le statistiche, sarebbero più di 2 milioni gli Italiani che soffrono di “attacchi di panico”. Il disturbo si manifesta generalmente tra i 15 e i 35 anni con una seconda punta d’insorgenza tra i 44 e i 55 anni; diffuso in misura maggiore nella popolazione femminile, è in aumento tra gli uomini, soprattutto professionisti e manager.
Ma cosa si intende esattamente per “attacco di panico”?
L’attacco di panico è un disturbo d’ansia; potremmo definirlo come la manifestazione fisica di un disagio psicologico che si esprime con un’eccessiva reazione di paura e ansia nei confronti di quello che percepiamo come un pericolo, anche se in realtà non è tale.
E’ caratterizzato da sintomi d’ordine fisico/neurovegetativo (tachicardia, senso di soffocamento, fitte al torace, sudorazione abbondante, tremori, rigidità muscolare) e psichico (senso di morte imminente, per infarto o ictus, paura d’impazzire e/o di perdere il controllo di sé).
Quando gli attacchi di panico sono ricorrenti, si parla di "Disturbo di panico".
Chi soffre di tale disturbo è consapevole di quanto questi attacchi siano immotivati ed irragionevoli, ma non sa assolutamente cosa fare per eliminarli e, spesso, l’intensità dei sintomi, la paura e l’angoscia che ne derivano inducono il soggetto colpito a correre dal proprio medico o al Pronto Soccorso più vicino; le crisi infatti colpiscono l’individuo come un “fulmine a ciel sereno”, all’improvviso, spesso durante lo svolgimento delle normali attività.
La durata degli attacchi è generalmente di pochi minuti che però possono sembrare lunghissimi per l’angoscia che procurano. Quando tutto finisce, resta la paura che tutto possa ripetersi: si inizia così ad “aver paura della paura”; è questo il “circolo vizioso del panico” che compromette seriamente la vita a chi ne è colpito.
Per intervenire efficacemente sul disturbo è fondamentale ricorrere ad un aiuto specialistico di uno psicologo o psicoterapeuta che saprà accompagnare la persona verso la risoluzione e la comprensione dell’origine del problema.
Nel trattamento del disturbo di panico la forma di psicoterapia che la ricerca scientifica ha dimostrato essere particolarmente efficace è la "cognitivo-comportamentale”: qui il paziente svolge un ruolo “attivo” nella soluzione del suo problema e, insieme al terapeuta, si concentra sull’apprendimento di modalità di pensiero e di comportamento più funzionali.
Uno dei primi obiettivi della terapia cognitivo-comportamentale è quello di aiutare la persona a capire che gli sgradevoli sintomi fisici che prova durante l’attacco di panico sono solo una conseguenza dell’ansia e non sono, dunque, pericolosi: nulla di quello che si teme accadrà veramente. Inoltre, mediante l’apprendimento di tecniche mirate (rilassamento, controllo della respirazione, ecc.), è possibile imparare a fronteggiare le spiacevoli sensazioni fisiche che caratterizzano le crisi. Una fase particolarmente importante è quella in cui il terapeuta guida gradualmente l’individuo ad esporsi alle situazioni temute ed evitate a causa del panico. Si comincerà da quelle più facili, per passare via via a quelle più “paurose”: in questo modo il paziente potrà rendersi conto, direttamente, che esse non costituiscono un pericolo oggettivo per la sua incolumità e conquistare così una vita più serena.
Nei casi più gravi, quando le forze del paziente non sono sufficienti a modificare il proprio atteggiamento (malgrado il sostegno della psicoterapia), il trattamento psicoterapeutico viene integrato (mai sostituito) con quello farmacologico.

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