mercoledì, 01 settembre 2010
Lezioni di simpatia: simpatici si nasce ma possiamo anche diventarlo!
A cura della Dott.ssa Francesca Saccà, psicologa a Roma
Il termine simpatia deriva dalla parola greca sympatheia e indica letteralmente "patire insieme", "provare emozioni con...". L'essenza della simpatia infatti consiste nel provare emozioni simili ad un'altra persona e nasce quando i sentimenti o le emozioni di una persona provocano simili sentimenti anche in un'altra, creando uno stato di "sentimento condiviso". Nel significato etimologico, il termine simpatia è usato per la condivisione di sofferenza o infelicità, mentre nell'uso comune esso può anche riferirsi anche ad emozioni positive. In un senso ampio il termine può anche riferirsi alla condivisione di ideologie.
La simpatia è verso chi non è percepito come minaccia cioè chi non mette in discussione il nostro sistema di valori. Simpatia è una condizione che si realizza all’istante, che avviene, come si dice ordinariamente, a pelle. Nel momento in cui la si percepisce, è inspiegabile.
Lo stato psicologico della simpatia ha tratti in comune con quello dell'empatia.
Vediamo la differenza tra empatia e simpatia:
- Empatia: abilità di percepire e sentire direttamente ed in modo esperienziale le emozioni di un'altra persona così come lei le sente, indipendentemente dal condividere la sua visione delle cose.
- Simpatia: abilità di percepire la situazione in maniera simile alla persona coinvolta. Questo quindi implica preoccupazione, o partecipazione, o desiderio di alleviare i sentimenti negativi che l'altro sta provando.
Empatia e simpatia sono condizioni interiori, stati d’animo, tipi di disposizione verso l’altro.
La simpatia può essere accompagnata all’empatia, ma solo verso chi è già noto. Empatia, al contrario, quella verso anche chi è diverso, può esserci senza simpatia.
La simpatia, dunque, è accogliere la sofferenza altrui ma solo se tale sofferenza è comprensibile. Si comprende, dunque, a patto che si capisca. L’empatia, viceversa, è comprendere anche senza capire. E’, semmai, la premessa alla comprensione. Per la simpatia, invece, è appunto il contrario.
Ma quale è la persona simpatica? E’ il genere di persona che tutti mettono al primo posto quando si tratta di fare l’elenco degli inviti, è la persona che viene trovata irresistibile nella sua compagnia anche quando non apre bocca e rimane ad ascoltare, è la persona che ci mette di buonumore anche se pronuncia un semplice ‘buongiorno’.
Anche il linguaggio del corpo è importante: a volte già dai primi istanti uno sguardo, un gesto, una parola, contribuiscono a creare un contatto positivo e a farci risultare simpatica una persona.
Come si fa ad essere simpatici? Suscitare simpatia è un tratto istintivo del carattere, ma per fortuna si può potenziare, coltivare e imparare. Simpatici si nasce, ma un po’ lo si può diventare. E’ tutta questione di allenamento!
E’ assodato che chi è simpatico sta bene con gli altri e li fa stare bene. Ecco allora qualche buon suggerimento pratico per ritoccare il nostro modo di agire e affinare la quota di simpatia che è in noi:
- Imparare ad ascoltare: impariamo ad ascoltare l’altro lasciando che questo si racconti. Non interrompiamolo parlando di noi ma prestiamogli attenzione magari anche rivolgendogli domande sugli argomenti che affronta.
- Autostima: la simpatia è una conquista personale che dipende anche dalla nostra sicurezza interiore, è impossibile guardare con simpatia gli altri se non si riesce ad essere benevoli con se stessi.
- Entrare in sintonia con l’altro: è importante imparare a cogliere le emozioni, gli stati d’animo dell’interlocutore e riuscire a sintonizzarsi con il suo modo di essere senza pregiudizi. In questo modo si crea il contatto con l’altro.
- Disponibilità: chi è simpatico ama la compagnia degli altri e si sente a proprio agio tra le persone. E con quel suo modo di interessarsi a tutti, fa sentire tutti a proprio agio. Impariamo dunque a non essere troppo selettivi e critici, è importante essere tolleranti, rispettare le idee altrui. Ricordiamo che la flessibilità aiuta a creare punti di contatto.
- Leggerezza: una caratteristica delle persone simpatiche è quella di avere un carattere ottimista. Leggerezza significa imparare a liberarsi dalla zavorra degli schemi mentali rigidi e lasciare spazio al nuovo. E’ prezioso riuscire a vedere tutto ciò che di positivo c’è negli altri.
- Ironia: la persona simpatica è quella che riesce ad affrontare una conversazione facendo uso dell’ironia, che è un’arma pacifica e contribuisce a sdrammatizzare e scaricare la tensione senza offendere. Parlate di voi con autoironia, senza prendervi troppo sul serio, ammettendo le vostre debolezze. Imparate a ridere di più!
- Sorriso esterno: è importante imparare a sorridere con il corpo, non solo con le labbra. Si tratta di assumere una postura rilassata, libera da tensioni, una respirazione più profonda, come succede quando ci si lascia andare a una risata.
- Sorriso interno: è importante saper sorridere anche interiormente: chi è sereno e mostra di affrontare la vita con atteggiamento positivo, piace. E’ importante allenarsi al sorriso interiore che implica la capacità di disporsi benevolmente bei confronti di persone e situazioni, esercitando un po’ di sano senso dell’umorismo e non indugiando costantemente su riflessioni negative.
- Spontaneità e vitalità: cerchiamo di essere il più possibile spontanei e naturali nell’ambito delle relazioni interpersonali. La spontaneità è una caratteristica molto apprezzata dagli altri. Cerchiamo inoltre di essere vitali: prendiamo l’iniziativa, telefoniamo, organizziamo cene e passeggiate, lasciamo messaggi spiritosi, facciamo piccoli regali. La simpatia si nutre anche di queste piccoli attenzioni che dimostrano interesse e mantengono vivo il rapporto con gli altri.
Riferimenti bibliografici:
Mirella M.P. Grillo (2003). "Persone difficili". Franco Angeli, Edizioni Le Comete, Milano.
12:23 Scritto da francesca.sacca | Link permanente | Commenti (1) | Segnala | Tag: simpatia, come diventare simpatici, simpatia psicologo | OKNOtizie |
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Commenti
Ottimo articolo da leggere di ritorno dalle vacanze: chissà che non aiuti a iniziare col piede giusto il nuovo anno!!!
Un mio suggerimento per imparare a essere più "simpatici" in tutti i sensi: ricordare il nome di chi abbiamo di fronte e usarlo il più spesso possibile. è un piccolo gesto d'attenzione verso l'altro che però fa tanto bene al cuore.
Scritto da: cecilia | mercoledì, 01 settembre 2010
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