giovedì, 01 aprile 2010
Preoccupati cronici: come gestire l'ansia generalizzata
A cura della Dott.ssa Francesca Saccà, psicologa a Roma
Capita a molti di noi di pensare e ripensare in merito agli eventi della nostra vita che ci preoccupano. Ma preoccuparsi in maniera eccessiva fa più male che bene. Chi soffre di “preoccupazione cronica” ha l’errata percezione che il suo continuo “rimurginare” sulle stesse cose gli permetta di risolvere i problemi e provvedere al futuro. Al contrario però, questo meccanismo non si rivela efficace poiché gli schemi di pensiero ricorrenti ostacolano l’elaborazione cognitiva e causano un eccesso di stimolazione delle aree celebrali. L'estrema "vigilanza" rende il corpo e la mente non in grado di affrontare difficoltà e tensioni nel modo giusto.
L’eccessiva inquietudine è tipica di tutti i disturbi d’ansia, in particolare di quello che chiamiamo disturbo d’ansia generalizzato. Si tratta di un disturbo che interessa il 5% della popolazione italiana, circa tre milioni di persone.
La quarta edizione del Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (DSM-IV) definisce il disturbo d'ansia generalizzato come un'ansia o preoccupazione eccessiva riguardo numerosi eventi o attività per la maggior parte del tempo durante un periodo di almeno 6 mesi. La preoccupazione è difficile da controllare ed è associata a sintomi somatici quali tensione muscolare, irritabilità, difficoltà legate al sonno e irrequietezza. L'ansia non è provocata dall'uso di sostanze o da una condizione medica generale e non si manifesta solo durante un episodio di disturbo dell'umore o psichiatrico. L'ansia è difficile da controllare, è causa di disagio soggettivo e provoca limitazioni in aree importanti dell'esistenza della persona.
Dunque il preoccuparsi eccessivamente non aiuta la persona, anzi. Ma perché molte persone utilizzano questo meccanismo? Essenzialmente perchè i preoccupati cronici vedono il mondo come un posto insicuro e vogliono combattere questo senso di incertezza. Chi si preoccupa in maniera eccessiva ha la sensazione che rimurginare sulla situazione gli dia questo controllo e tende ad evitare le situazioni su cui non ha potere.
Ma cercare in maniera esagerata di stare al posto di comando dei propri pensieri è una cosa che può rivolgersi contro il soggetto: le ricerche dimostrano che quanto più indugiamo sui pensieri negativi e più i relativi pericoli ci sembrano reali e continuano a ripresentarsi nella nostra testa, a volte in maniera incontrollabile.
Rimurginiamo quando un determinato pensiero ha bisogno di essere ascoltato ripetutamente, al fine di farci risolvere una situazione che riteniamo spinosa. Il pensiero chiede attenzione e assorbe concentrazione e serenità. Possiamo così illuderci di avere un miglior padroneggiamento della situazione, mentre in realtà finiamo per perdere il controllo di questo “treno di pensieri”. Ciò ci comporta lo sforzo di evitare quel pensiero, ma l’evitamento aumenta l’isolamento sociale e la procrastinazione della richiesta d’aiuto può pertanto peggiorare la prognosi, mantenendo attivo il problema e facendolo crescere.
La preoccupazione cronica disturba dunque la mente ma anche il corpo, in quanto il continuo rimurginare ostacola la capacità delle persone di reagire fisicamente al pericolo attivando l’attività del sistema nervoso parasimpatico. Quando funziona nel modo giusto questa parte del sistema nervoso tranquillizza il corpo durante il processo di recupero da un’esperienza stressante.
Ecco dunque che i preoccupati cronici vanno incontro a problemi di salute e a sintomi somatici quali tensione muscolare, irritabilità, difficoltà legate al sonno e irrequietezza.
Cosa possiamo fare se siamo preoccupati cronici?
Eccovi qualche breve suggerimento:
- Imparate a distinguere le preoccupazioni produttive da quelle improduttive: In primis stabilite se le vostre preoccupazioni sono utili a farvi trovare soluzioni pratiche ai vostri dilemmi. Se la risposta è si queste preoccupazioni potrebbero essere costruttive. Scrivete dunque una lista di cose da fare che elenchi i passi da compiere per cominciare a risolvere il problema. Se la risposta è no, queste preoccupazioni non vi servono a niente, usate dunque qualche tecnica elencata di seguito per affrontarle.
- Stabilire un appuntamento fisso con le vostre preoccupazioni: prendete nota di quali sono le vostre preoccupazioni inutili durante la giornata e stabilite di dedicare una parte della giornata (per esempio dalle 17.00 alle 17.30 del pomeriggio) a riflettere su di esse. Quando arriverà l’ora stabilita magari scoprirete che queste preoccupazioni non vi toccano più. In ogni caso provate a circostanziare le preoccupazioni inutili all’interno dello spazio di tempo prestabilito.
- Siate consapevoli e presenti: la consapevolezza, una tecnica basata sugli insegnamenti del Buddhismo, consiglia di restare nel momento presente e sperimentare tutte le emozioni che si presentano, anche quelle negative. Possiamo essere consapevoli in tutti i momenti della giornata, mentre siamo profondamente immersi nella nostra canzone preferita o durante una conversazione tra amici. Provate a vivere nel presente magari imparando qualche tecnica di respirazione e o rilassamento; questo allenamento si rivela fondamentale per chi soffre di ansia generalizzata in quanto permette alla persona di vivere il momento presente senza essere continuamente catturata dalle preoccupazioni sul futuro.
- Ripensate alle preoccupazioni passate: ripensando alle preoccupazioni del passato magari noterete che fate fatica a ricordarvene, questo indica o che non si sono mai avverate o che siete riusciti a fronteggiarle prima e poi a dimenticarle.
-Quando non riuscite da soli a gestire la vostra ansia rivolgetevi a uno psicologo psicoterapeuta che vi permetterà di individuare le modalità più funzionali per gestire il vostro disagio
Riferimenti bibliografici:
"Preoccupati cronici" Articolo a cura di Victoria Stern, in "Mente & Cervello", N.63, Anno VIII, Marzo 2010
13:34 Scritto da francesca.sacca | Link permanente | Commenti (3) | Segnala | Tag: ansia generalizzata, disturbi d'ansia, disturbo d'ansia generalizzata | OKNOtizie |
Facebook



























































Commenti
Salve Dottoressa sono un ragazzo di 36 anni. Che mi ricordi io sono sempre stato uno preoccupato. Iniziai da bambino, mi preoccupavo se i miei genitori o miei fratelli tardavano più del solito. Poi crescendo inizio l'ipocondria, ero assillato dal cancro dal hiv ecc ecc. Intorno ai 20 anni si presento il "mostro" del servizio militare; la mai ipocondria si fecce sempre più forte circa 2 mesi prima di partire sino a che ebbi dei veri e propri attacchi di panico. E' stata un esperienza sconvolgente, avevo paura e cercavo di evitare che mi tornassero. Andai dal medico di famiglia che consiglio a mia madre di non farmi partire altrimenti sarei impazzito e la sua diagnosi fu "sindrome depressiva". Questa sua frase mi mando in tilt, mi spaventai a quel verdetto. insomma ero preoccupato di essere gravemente ammalato a questo punto anche di qualcosa di psicologico. Arrivo la data di partenza e partii comunque in quelle condizioni. Feci un mese di car solo io so come, sottoposto a stress continua e sceglie mattutine po venni trasferito a destinazione i mesi passavano e piano piano iniziavo a stare meglio sino al congedo. Ero riuscito a finire la mia naja senza marcare mai visita. La mia ansia pero anche se era passata o diminuita sotto sotto era li. A periodi si ripresentava con paure delle malattie o di altro l' oggetto della paura cambiava sempre. Non ho mai preso farmaci ho parlato una volta con uno psicologo del consultorio che mi disse in una sola seduta di fare sport, di uscire e frequentare una ragazza. Questo colloquio pero risala a parecchi anni fa. Faccio sport "nuoto agonistico" sono disoccupato. L' anno scorso è stato un anno con tanti fattori stressanti. questo mi ha ributtato nell' ansia e nella paura. Soprattutto il suicidio di un ragazzo. Mi è venuta paura che anche io avrei potuto fare anche io quel gesto senza volerlo. Ora come ora sono un po più sereno ma mi capita di avere rabbia contro tutti. Il fatto di non avere un lavoro mi sta logorando. Penso che il lavoro sia la distrazione migliore, la migliore medicina, non che i problemi vanno via ma almeno li si può affrontare in maniera diversa. Faccio dei sogni che spesso sento che mi comunicano qualcosa, come ad esempio l' altro ieri ho sognato che vicino a casa mia in un terreno incolto stavano costruendo delle case e più in la addirittura avevo scoperto che avevano costruito un villaggio tipo quelli turistici. Un altro sogno era ambientato in un centro commerciale e io e mio fratello siamo andati nel sotto piano di questo centro commerciale, era come essere entrato in una grotta, umida, fredda un ambiente lugubre e malsano, io volevo andar via ritornai alla scala ma questa si era fatta stretta e io non riuscivo più a passare e qui fini il sogno.
Che consigli mi da dottoressa circa il lavoro da fare su me stesso? in quest ultimi anni ho capito tanto delle mie dinamiche e ci sto lavorando tantissimo ma senza il lavoro mi sento di non poter spiccare il volo. Grazie sin da ora.
Scritto da: MAY | sabato, 28 gennaio 2012
Buonasera Dottoressa ...... precisamente un giorno fa mi é venuto un piccolo soffietto al cuore... io mi sono agitato talmente tanto e poi come se non bastasse mi si é caricata un ansia terribile dicendo che io avevo un poblemae che ero malato, era notte e non sapevo che cosa fare! Ero fuori di me stesso!!! Sono dovuto andare dalla guardia medica perché. I soffi erano sempre piú frequenti a causa dell asnsia.. mi hanno visitato e i battiti erano normali....mi hanno detto che ero agitato e ansioso perché avevo paura.... mi hanno dato un calmante perché ero troppo ansioso eagitatissimo....mi sono calmato e finalmente ero tranquillo e mi sono addormentato ... ero super sereno e mi sono passati anche i soffi.... poi l' indomani mi sveglio e mi riprende l'ansia e mi sono ripresi i soffi... sto ancora dicendo che sono sicuramente malato ma i medici hanno confermato un anno fa che il mio cuore era supersano.... ma a me sentendo questi soffi mi prende un ansia da paura e mi sudano le mani ....e avvolte voglio chiamare il 118.... ansia... Dottoressa cosa devo fare? ???? Mi risponda la prego.... io ho 16 anni..
Scritto da: Cesare | martedì, 01 maggio 2012
Salve Dott.ssa sono una ragazza di quasi 25 anni e soffro di ansia da diversi anni, il mio problema è che quando sono ansiosa mi sale anche un fastidiosissimo senso di nausea e tendo sempre ad evitare quelle situazioni che in fondo sono consapevole non siano la fine del mondo! la mia consapevolezza che non tutto sia una catastrofe non mi aiuta, l'unica cosa che mi aiuta è la routine, per il resto ogni olta che vengo assunta per un lavoro o inizio un corso o ancora addirittura devo vedermi con un amico, ecco quel senso di ansia che mi assale.. mi potrebbe dare qualche consiglio più approfondito? Spero abbia del tempo per me.. La ringrazio.. Valentina
Scritto da: Valentina | mercoledì, 16 maggio 2012
Scrivi un commento