Mamma e figlia: un legame straordinario, un rapporto complesso

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A cura della Dott.ssa Francesca Saccà, psicologa a Roma

Articolo pubblicato all’interno della rivista Familiaria Anno 3 Numero 1 – Gennaio – Febbraio 2009

 

Per ogni figlia la relazione con la propria madre è estremamente importante: questo rapporto sarà centrale durante tutta la vita ed inevitabilmente andrà ad influenzare i futuri vissuti affettivi ed interpersonali. La figura della madre è infatti un “modello” a cui fare riferimento ed apprendere per quanto riguarda aspetti come l’amore, la sessualità, il lavoro, il comportamento nella società.

Già a partire dalla nascita della bambina, ogni madre si relaziona alla figlia in funzione di quelle che sono le sue “aspettative” su di essa; è bene operare una distinzione tra quelle che sono le aspettative realistiche, e cioè  funzionali allo sviluppo di una sana relazione madre-figlia, e le aspettative irrealistiche e problematiche, ossia  quelle che concorrono a compensare delle carenze affettive della madre (“mia figlia sarà uguale a me, mia figlia sarà la donna perfetta, mia figlia sarà ciò che io non sono stata, voglio avere con mia figlia il rapporto che io desideravo con mia madre!).

I rapporti conflittuali madri – figlie nascono proprio quando le mamme proiettano sulle loro figlie ideali irrealistici: in questi casi la figlia può sentirsi rifiutata nella sua unicità e accettata solo quando ripete il copione che la madre inconsciamente le ha assegnato. Non è un caso che i conflitti si esasperino molto spesso nella fase adolescenziale, quando le ragazze iniziano a distinguersi dalla propria madre per quanto riguarda idee, scelte di vita e a diventare donne con una loro distinta personalità.

Se la cosa più difficile per una madre è lasciar vivere la figlia come persona nel rispetto della sua unicità, per una figlia è altrettanto complesso comunicare a sua madre “io sono diversa da te”, soprattutto quando dall’altra parte viene criticata e giudicata.

Sono molti i problemi psicologici che derivano da un rapporto disturbato fra madre e figlia: si pensi a tutte le problematiche legate al cibo (bulimia, anoressia), al sesso (gravidanze premature) o legate al mondo emotivo (ansia, depressione, perdita dell’autostima) e relazionale (dipendenza dal partner, incapacità di raggiungere autonomia e indipendenza).

Ulteriori problematiche nell’ambito della relazione madre-figlia possono scaturire dall’atteggiamento di tutte quelle madri che cercano di rivivere la loro giovinezza attraverso la vita delle loro figlie. Affette da quella che potremmo definire “sindrome della mamma-amica” queste donne cercano di essere più amiche che madri e, in nome di un rapporto “ aperto”, da amica ad amica, pretendono che la loro figlia non abbia alcun segreto, neppure sul sesso.

Ma anche le figlie hanno diritto alla loro privacy ed è assolutamente normale che preferiscano parlare di certi argomenti con le amiche piuttosto che con la madre. Ne bisogna dimenticare che ci sono momenti in cui la mamma deve porsi come figura autorevole, per esempio quando è in gioco il concetto di responsabilità (verso lo studio, verso la famiglia, verso la propria autonomia). Ciò non vuol dire che la mamma non possa essere “complice” della figlia in alcuni momenti particolarmente delicati, come ad esempio quelli legati al mondo della femminilità, come l’arrivo delle mestruazioni o la prima visita dal ginecologo.

Soprattutto nella fase adolescenziale la madre deve essenzialmente aiutare la figlia, avvalendosi della sua esperienza, e  saper ascoltare più che giudicare o criticare. La figlia comprenderà più facilmente il punto di vista di sua madre se si sente capita e  ne farà il suo punto di riferimento.

Flessibilità, autorevolezza e, naturalmente, affetto, questi gli elementi di una sana relazione dove la madre permette alla figlia di essere se stessa, aiutandola ad esprimere i suoi bisogni e a  seguire e coltivare i propri desideri, soprattutto nei momenti in cui  arrivano le crisi emotive tipiche dell’adolescenza, quando si ha un particolare bisogno di essere sostenuti ma soprattutto “indirizzati”.Sostenere un figlio, supportarlo non vuol dire lasciarlo a briglia sciolta, tutt’altro: i momenti di inquietudine, irrequietezza e di sfida vanno “contenuti” e l’abilità dell’adulto consiste proprio nel “rassicurare senza essere rigido”, adottando un comportamento “autorevole” e mai “autoritario”: infatti se l’autorevolezza è la capacità di dare delle regole motivate che permettono ai ragazzi di crescere e imparare a vivere, l’autoritarismo è l’imposizione di regole immotivate che impediscono ai figli di comunicare i loro bisogni e soprattutto ne soffocano l’espressione della personalità.

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6 risposte a Mamma e figlia: un legame straordinario, un rapporto complesso

  1. Laura - Blog o Sito larrimba.blogspot.com/
    scrive:

    Ho da poco avuto una bimba e uno degli aspetti che più mi spaventa e su cui mi faccio mille domande è proprio sul nostro futuro rapporto in relazione anche al mio rapporto con mia madre, e al mio rapporto con me (scusa la confusione).
    Grazie per averne scritto

  2. anna scrive:

    ciao a tutti,
    io non sono una madre, ho solo 12 anni e scrivo perche anke io vorrei dire che il rapporto madre-figlia e difficilissimo soprattutto nel adolescenza e io ho tanti problemi con mia madre quello che mi chiedo tutte le ragazze e i ragzzi hanno questi problemi con le madri oppure ci sono persone che hanno un rapporto bello con le loro madri????? baci a presto!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  3. kikka scrive:

    ciao,io ho passato cm te quella fase ero in guerra cn il mondo ma più di tutto ce l’avevo cn mia madre la vedevo cm un pstacolo alla mia realizzazione,alla mia felcità. Per me voleva sempre sapere troppo, più nn parlavo più lei chiedeva..adesso ho 20 anni sn uscita di casa x studiare e ho capito davvero cosa sia una mamma..mia madre mi chiama anke 3 volte al giorno ora se nn la penso reclama la mia presenza,ma se devo essere sincera l’ammiro sn una persona introversa difficile da gestire ma lei c’é sempre,se le rispondo male e dopo le chiedo aiuto lei é lì,se n lo chiedo ma si accorge che ho bisogno eccola di nuovo lì..una mamma é x sempre é la cosa più bella k il mondo ti possa donare..abbine cura e vivi i tuoi anni un domani mi potrai forse dare ragione..

  4. Annamaria scrive:

    Ho 64 anni e ho tre figli,una donna di 42 anni e due uomini di 40 e 34 anni.Il problema è con la figlia;mi sono fatta tante domande e mi sono date tante risposte. Dieci anni fa ci siamo trasferiti con mio marito e padre della stessa e dietro sua richiesta nella sua stessa cittadina.I nostri rapporti conflittuali sono nati dopo che mia figlia ha perso un bambino di sette mesi. Subito si è scatenata;ho cercato di giustificare queste sue reazioni e ogni volta avvertivo che montava dentro di lei una grossa rabbia finchè arrivava alla “graffiata della tigre”.Rimasta tutte le volte senza parole, aprivo la porta se ero a casa sua andavo via mentre se era da me non vedevo l’ora che andasse via. Cinque mesi fa è nato un bel bambino,tutti felici particolarmente vedevo lei felice e sembrava anche con me più predisposta.Con la nascita di questo bambino pensavo che le cose stessero andando a posto tanto che era lei a chiamarmi quando aveva da fare per darle una mano,io ben felice prontissima,anche perchè amo moltissimo i miei nipoti,ma…illusione, per una frase mia posta male,ecco che è scattata…la “graffiata della tigre”.Era presente anche mia nipote quindicenne che poverina cercava di venirmi incontro cercando di non scontrarsi con la madre ma…apro la porta e vado via cercando di non alimentare di più e di non farmi “aggredire”,da allora non vado più a casa di mia figlia e lei non chiama. Sono stanca,non so come affrontarla e provo un grandissimo disagio.Mi potrebbe far capire cosa è successo tra me e mia figlia? Lei mi ama tanto ma io mi sento morire dentro,in che cosa ho sbagliato non riesco a capirlo.Avrò fatto sicuramente degli errori e vorrei capire quali per cercare di riparare nel caso.Grazie Annamaria.

  5. cinzia scrive:

    salve,sono separata,due figli:22 e 12 aa,il maschio 22enne ha avuto problemi con droghe leggere,sono riuscita a recuperarlo senza l’aiuto del padre,perchè si è completamente dimenticato della loro esistenza e non posso fare sempre battaglie legali per i costi sostenute e stressanti che hanno.Purtroppo da questo recupero è come se a lui fosse dovuto tutto,perchè sono una donna. Cosa fare?Non vuole andare via da casa,sebbene ha un lavoro dipendente ben pagato.

  6. PATRIZIA scrive:

    ho 39 anni e i miei figli 11 la femmina 6 il maschio con caratteri ben diversi mia figlia sempre musona lamentona e scontrosa ma anche dolce e sensibile, il maschio dolce coccolone il classico furbetto. amo entrambi ma mi rendo conto di non riuscire a gestire il rapporto con lei mi affronta e mi sfida e finisce sempre con il farmi perdere le staffe snche quando sono gentile con lei, non accetta le mie amicizie le mie scelte personali e spesso critica il mio fisico e il mio abbigliamento.. sono una donna attenta al mio aspetto ma non fanatica mi relaziono con le mie amiche ed esco con loro mi rendo conto che tutto questo indispettisce mia figlia , forse vorrebbe la mamma chioccia e casalinga una mamma tua x lei . sono sempre attenta alle sue esigenze e sono molto affettuosa e allegra mi piace stare in compagnia dei miei bimbi ma ho bisogno dei miei spazi e lei ne è gelosa ——cosa posso fare x migliorare il mio rapporto con lei ?

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