mercoledì, 18 novembre 2009

Se a lei piace lui …ma lui è di un’altra: quando le donne sono attratte dagli uomini sposati

luilei.jpgA cura della Dott.ssa Francesca Saccà, psicologa a Roma

 

Quando si tratta di conquistare un uomo le donne sono assolutamente determinate e la “caccia” diventa ancora più interessante se la preda è fidanzata o sposata. A molte donne (per fortuna non a tutte), impegnate o single che siano, piace desiderare l’uomo delle altre, lo ha dimostrato uno studio effettuato  dalla Oklahoma State University secondo cui le donne sarebbero più attratte dagli uomini delle altre preferendo “l’usato garantito”.

L’esperimento, pubblicato sul Journal of Experimental Social Psychology,  ha preso in esame 184 studenti di ambo i sessi, metà dei quali single, per stabilire chi fosse più propenso ad uscire con una persona con una storia in corso. Risultato? Le studentesse non hanno fatto mistero di essere interessate anche a compagni di altre donne, mentre gli uomini erano più inclini a puntare ”prede” libere. Per stabilire la differenza sono state mostrate foto dei potenziali partner, per poi indicarne lo stato sentimentale. L’uomo senza legami attrae ‘’solo” il 59 per cento del campione femminile. Quando lo “status” cambia in ”occupato”, ben il 90 per cento delle donne risponde di sentirsi maggiormente attratta.

Ma quali sono le motivazioni che spingono una donna a desiderare - a volte con ostinazione - proprio il partner di un’altra a discapito di tanti uomini single a disposizione? Scopriamole insieme:

 

- L’effetto fiducia: una prima motivazione è da ricercare nel cosiddetto ”effetto fiducia” secondo cui le donne percepiscono come più affidabili gli uomini capaci di impegnarsi in una relazione “stabile” e quindi già ”testati” dalle rivali. Per una donna, questo tipo di uomo rappresenta la sicurezza che lei brama.

 

- Il piacere della competizione: Un’altra ipotesi è da ricercare nel piacere della competizione. “Si vuole ciò che non si può avere”, questa la regola d’oro che spinge molte alla sfida, una sfida che fa sentire alla donna un senso di potere nell’attrarre un uomo che è già impegnato. Per una donna, conquistare un uomo sposato significa trionfare su un’altra donna.

 

 

- La vulnerabilità femminile: Se una donna volesse avere un’avventura, potrebbe facilmente averla con chiunque. Ma la conquista di un uomo sposato la fa sentire importante; accarezzare, anche solo con la fantasia, l’idea che lui sia disposto a mandare all’aria il suo matrimonio per stare con lei la fa sentire di valere, e molto. Il cercare di sentirsi speciale, preferibile ad un’altra,  serve ad alimentare in questa tipologia di donne un’autostima che di per sé è bassa.

  

Gli  atteggiamenti tipici delle donne che scelgono gli uomini sposati sono essenzialmente due:

 

Provocare e scappare: molte donne agiscono facendo in modo che l’uomo venga attratto da loro, e dunque s’impegnano per attirare la sua attenzione, magari giocano a provocarlo e poi però scappano. In questi casi siamo di fronte a un puro desiderio narcisistico di essere apprezzati, notati, considerati dove il confronto aperto spaventa e si preferisce lasciare che sia lui a esporsi, a rischiare di più.

 

Sfidare e possedere: la donna sfida l’uomo e desidera arrivare fino in fondo. Si può assistere ad un tentativo di dominio sulla persona desiderata,  in cui l’uomo  viene ricercato solo per avere su di lui un completo controllo.

Forse alla base c'è un atteggiamento di fondamentale sfiducia che potrebbe portare a non investire sul futuro, per farsi invece guidare dal piacere immediato della situazione. Il desiderio di possesso e di vittoria nella conquista può lasciare l’amaro in bocca e acuire la solitudine.

 

Alcuni  uomini sposati (non tutti) dal canto loro amano “giocare” con altre donne e l’attenzione che viene rivolta loro li fa sentire importanti. Alcuni giocano, altri possono essere realmente interessati alla donna che si fa avanti.

Chiaramente non ci sono delle regole fisse che possano determinare dei comportamenti-spia per capire se un uomo è interessato veramente o se sta solo giocando. Esistono uomini che riescono a vivere perfettamente due relazioni contemporaneamente. Ma l'uomo sposato, anche se sta male con la moglie, difficilmente la lascia di sua spontanea volontà e oscilla continuamente tra la voglia di porre fine al rapporto e il senso di colpa: solitamente è la donna a prendere la decisione.

Un segnale di possibili "intenzioni più serie" potrebbe essere l'esistenza di momenti di condivisione profonda, di interessi comuni, di vicinanza al di là della sfera sessuale.
Anche un allontanamento dalla compagna "ufficiale" potrebbe essere indicativo di un interesse più autentico.

Può certamente accadere che un’ attrazione inizialmente proibita si trasformi in amore romantico, specie se l’uomo non ha un matrimonio felice. Alcuni uomini sposati lasciano effettivamente le loro mogli e si sposano con la donna che amano. Possiamo definire questo un atteggiamento di coerenza e di trasparenza nei confronti delle partners.

In altre situazioni invece possono iniziare dei giochi “pericolosi” che arrecano problemi alla vita di molte persone. A volte sono giochi scorretti, dettati da insicurezza e incapacità di gestire con successo la propria vita.

Con giochi "scorretti" intendiamo tutte quelle situazioni che  prevedono infatti la menzogna verso una persona e il farla soffrire ingiustamente .

Pur considerando la libertà di ogni essere umano di fare ciò che desidera della propria vita sentimentale,  a maggior ragione cambiarla se non si rivela soddisfacente, non dobbiamo mai dimenticare che una relazione sana è quella che viene vissuta alla luce del sole, che implica condivisione e sincerità, che non ricorre alla menzogna o al doppio gioco, e che non fa soffrire nessuno.

 

 

 

 

 

 

giovedì, 12 novembre 2009

Buon compleanno Dottoressa! Riflessioni sul tempo che passa...

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Nell'immagine: Il mio primo compleanno...l'obiettivo di mio padre...e la mano di mia madre

 

 

  

 

Roma, 12 Novembre 2009

 

 

Nel giorno del mio compleanno dedico ai lettori del mio blog una bellissima poesia sul tempo che ho scovato su Internet… la dedico inoltre alla mia famiglia, a mio marito, ai miei pazienti e a tutti coloro che accompagnano e arricchiscono quotidianamente il mio cammino..perchè, come dice Goethe, “il tempo non è una persona che potremo raggiungere sulla strada quando se ne sarà andata, perciò onoriamolo con letizia e allegrezza di spirito quando ci passa accanto…"

 

 

 

"Il Tempo"

Il tempo scorre insieme a me nei giorni, nei mesi e negli anni
a volte scorre lento e a volte vola via veloce come un battito di ali
il tempo a volte mi sorprende con qualcosa che non mi aspetto
il tempo non mi basta mai
il tempo scorre via
il tempo immutato buttato via nel passato
il tempo strappato lacerato divorato
il tempo che vivo nel sorriso e nel dolore.......
il tempo del...tuo amore mi fece scivolare
nel baratro di una felicità senza fine...
il tempo del tuo cuore il tempo dei silenzi fra le nostre...parole.
Il Tempo guarisce le nostre Ferite
che lacerano il Cuore nelle nostre Vite .
Il Tempo che passa ci fa Ripensare ai molti Rimpianti ,
e alle Persone a noi Care che non potranno mai più Ritornare .
il tempo tiranno vola via,
il tempo scandisce i minuti...le ore che mi allontanano da te....
il tempo si prende parte della tua vita....
il tempo segna il suo percorso sui nostri visi stanchi...
Come un grappolo d'uva è il tempo, da cui stacco acino dopo acino
per assaggiarne il sapore.
Ma il grappolo d'uva a poco, a poco, diventa piccolo, si assottiglia e finisce
e io non ho ancora capito che sapore abbia.
Chissà perchè?
Il tempo è illusione.
Il tempo non esiste, eppure con la sua illusione
ci fà soffrire. gioire, ricordare, aspettare, sperare...
Il tempo non esiste, eppure siamo talmente immersi
nell'illusione da lasciare che lui domini la nostra vita.
Il tempo non esiste, ma lo nominiamo come fosse l'unica realtà...
Il tempo non esiste, ma crediamo esistano il passato, il futuro,
ci togliamo l'unica realtà: l'attimo presente.
Eppure che paura vivere senza la trappola del tempo!!!!!!
il tempo non da tempo chiudiamo gli occhi....li riapriamo e il tempo ha cambiato tutto
il tempo è un granello di sabbia che lo segna in una vecchia clessidra
il tempo è un attimo di meno che segna un record
il tempo è un autobus che perdi e corre via
ma se il tempo guarisce tutte le ferite
lascerò che il tempo faccia il suo lavoro

in un'attesa che tempo non ha
Questo tempo così avaro....
Questo tempo che porta via i nostri momenti migliori....i nostri ricordi...
Il tempo può affievolire il ricordo di un volto e lasciarci l'amaro in bocca
o un profumo che ormai non ci appartiene più...
Questo tempo che non torna indietro...."mai"!!!
il tempo è anche reagire, sorridere, guardare un paesaggio e godere della sua bellezza
il tempo è un bambino che cresce, un adolescente che si fa uomo un adulto che invecchia
il tempo è una lancetta che scorre lenta e che lo segna in perpetuo
il tempo non si nasconde...
detta il tutto con le sue lancette...
il tempo non ci lascerà mai...
Il tempo ha bisogno di noi.....e....noi di lui!!!
si, noi abbiamo bisogno del tempo
perchè se lui non passasse
le nostre cicatrici mai guarirebbero....
..il tempo!..è il mio tempo, ciò che mi prendo, per riflettere..
...pensare, piangere, ridere, sognare...
..è ciò che mi prendo,per amare un poco me stessa, e gli altri che mi circondano..
...il tempo è la mia vita, e ciò che mi appartiene dentro l'anima, è quel meraviglioso momento che mi dice
...sei viva!..cogli l'attimo, bello e brutto che sia,
perchè forse in pochi secondi, minuti..,ore..,giorni..non potrò più assaporarlo..
il tempo ci fa compagnia per tutta la vita
quando manca, quando è fin troppo
ma si è il tempo e il tempo è il tempo
c'è poco da fare sia che si voglia fermare
o che si voglia accellerare lui va come vuole


Autori: Bruno, Athena, Marker, orchidearosa, caterina loconte
Valeria, Gemma, Lorelay, Doncarlos, Terry,

Fonte:
http://sab73.forumattivo.com/poesie-e-racconti-f3/il-temp...

 

 

 

martedì, 10 novembre 2009

Fobia dell’influenza “A”: distinguiamo la prevenzione dall’ossessione

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A cura della Dott.ssa Francesca Saccà, psicologa a Roma

 

 

 

 

 

 

Le notizie sull’espandersi dell’influenza "A", sono all’ordine del giorno: che si tratti di ricoveri, di situazioni cliniche compromesse o di decessi, quasi tutti i giorni apprendiamo da telegiornali, quotidiani e radio, di nuovi casi colpiti dal virus A/H1N1.

Da un lato la popolazione è costantemente tempestata da notizie allarmanti circa la pericolosità dell’influenza, dall’altro non riceve  le giuste nozioni per comprendere il reale pericolo e soprattutto le modalità di protezione dal suddetto virus. Cresce dunque la confusione che genera uno stato di indefinitezza, su cui si sta  scatenando la paura del virus.

In un sondaggio condotto dall’Eurodap, Associazione Europea per il disturbo da Attacchi di Panico, su 2.000 persone intervistate la metà ha risposto di avere paura dell'influenza A e, secondo i risultati emersi, anche coloro che hanno detto di non avere paura comunque mettono in atto meccanismi di evitamento e comportamenti fobico-ossessivi, alimentati proprio dal timore di contrarre il virus.

La fobia del virus si attua in una serie di comportamenti “esasperati”: chiamare il medico per poche linee di febbre, andare spesso su Internet oppure ascoltare continuamente telegiornali per raccogliere le ultime notizie sulla nuova influenza, ma anche comportamenti ossessivi come la ricerca estrema dell'igiene o l’evitamento di posti affollati.

Comportamenti che in forma di prevenzione vari esperti stanno consigliando di adottare, ma che in soggetti fortemente ansiosi possono acquisire una forma fobica.

 

Possiamo affermare che siamo in presenza di  comportamenti ossessivi quando le persone:

 

 - Hanno paura ed evitano di stringere la mano a qualcun altro

- Riducono drasticamente  la frequentazione di esercizi pubblici per timore di dover toccare oggetti o persone che possano in qualche modo essere veicoli del virus

- Utilizzano eccessivamente e frequentemente disinfettanti o mascherine

- Limitano le uscite e la frequentazione  di luoghi affollati, mezzi pubblici, cinema, centri commerciali, palestre

 

A questo punto non parliamo più di “prevenzione” ma è già scattato un pericoloso meccanismo di tipo ossessivo che rischia di innescare negli individui dei meccanismi di chiusura, di fuga reciproca, di evitamento. Vivere nella paura di "essere contagiati" limita indiscutibilmente la vita della persona e genera un alto grado di stress con conseguenti disagi sia da un punto di vista fisico che mentale.

 

Quale è dunque l’atteggiamento psicologico più giusto dinanzi a quanto sta accadendo?

 

La prima cosa che dobbiamo combattere è la credenza mentale di essere in pericolo, l’obiettivo deve dunque essere quello di “decatastrofizzare” i pensieri circa il contagio, ricordando che quello che ci protegge dalle malattie sono le nostre difese immunitarie che sono tanto più potenti quanto più noi ci sentiamo bene.

Non dobbiamo mai dimenticare la profonda connessione tra mente e corpo e quanto i pensieri distorti possano a volte “contagiare” e far ammalare il corpo più di un virus.

Un atteggiamento ansioso di tipo fobico-ossessivo non fa altro che aumentare il nostro livello di stress e dunque inficiare le nostre difese immunitarie indebolendo il nostro organismo.

Una sana risposta alla paura del contagio è da cercare in un giusto connubio tra precauzione e serenità, che se da un lato prevede comportamenti di prevenzione (mediante l'ascolto dei suggerimenti dall'Organizzazione mondiale della sanità) dall'altro ci richiede di non esasperarli, rimanendo vigili, attenti e presenti a ciò che ci accade senza farci trascinare inutilmente dal vortice della paura o dell’irrazionalità.

 





 

 

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