venerdì, 17 maggio 2013

Ricominciare a vivere dopo un addio: gruppo di aiuto a Roma

Da Giugno un nuovo gruppo di aiuto per problematiche di abbandono, separazione e perdita

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Quando finisce una storia d’amore, quando subiamo un abbandono, quando perdiamo un affetto, il ‘lutto da separazione’ può durare mesi o addirittura anni. E’ assolutamente normale e fisiologico essere tristi, delusi, arrabbiati dopo un abbandono e/o una separazione. Tutte queste sono reazioni naturali ma, se si prolungano troppo nel tempo, rischiamo di generare meccanismi distruttivi nei confronti del nostro benessere. Molto spesso le persone che vivono questa condizione tendono a confinarsi in un circuito di pensieri negativi che li portano progressivamente ad isolarsi e a perdere interesse nei confronti della vita e delle sue possibilità. Molto spesso ci si concentra unicamente sugli aspetti ‘catastrofici’ che implica una separazione e più raramente si offrono spunti di riflessione e suggerimenti su come ‘ripartire’ dopo l’addio.

A partire da Giugno la Dott.ssa Saccà darà vita a un gruppo di aiuto per la gestione di questa delicata condizione. 

Il gruppo si rivolgerà a persone che soffrono in funzione di una separazione, di un abbandono o perdita di una persona amata e sarà aperto a tutti coloro che desiderano imparare a gestire il dolore da separazione e riprendere in mano le redini della propria vita. 

Il gruppo non si rivolgerà esclusivamente a persone che soffrono a causa di un rapporto sentimentale interrotto ma anche a persone che hanno vissuto la perdita di una persona per loro significativa (genitore, figlio, fratello/sorella, parente, amico) a causa di un lutto, di una separazione o di un’abbandono.

Finalità del gruppo di aiuto sarà quello di offrire uno spazio di crescita dove poter condividere i vissuti, ricevere cura e facilitare il riconoscimento e l’espressione corretta di pensieri, emozioni e bisogni. All’interno del gruppo verranno forniti gli strumenti per imparare a gestire i propri stati problematici, in particolare la tristezza, la rabbia, l’ansia, il vuoto affettivo, la sensazione di impotenza nella gestione autonoma degli eventi di vita. Attraverso il percorso psicologico di gruppo la persona potrà comprendere come una perdita dolorosamente vissuta e profondamente elaborata può creare le condizioni per il riconoscimento della stima in se stessi e per una rinascita interiore fondata su una maggiore consapevolezza di sé e delle proprie scelte.  In ogni incontro momenti di discussione e condivisione dei vissuti personali si alterneranno con momenti dedicati ad esercitazioni pratiche in merito agli argomenti trattati.

Il gruppo partirà al raggiungimento del numero minimo di partecipanti (3 persone). Possono partecipare uomini e donne a partire dai 18 anni in su.

  Conduttrice dei gruppo: Dott.ssa Francesca Saccà, psicologa e psicoterapeuta a orientamento cognitivo comportamentale. Sito web: http://www.francescasacca.it

COME FARE PER ISCRIVERSI AL GRUPPO DI AIUTO:

Chi volesse partecipare al gruppo di aiuto deve  inviare una email di richiesta a:

francesca.sacca@gmail.com

Si prega di specificare nell’oggetto dell’email la seguente dicitura: “richiesta iscrizione al gruppo di aiuto per problematiche di abbandono, separazione e perdita”. 

La Dott.ssa Saccà risponderà alle richieste ricevute inviando il programma dettagliato del gruppo affinchè gli interessati ne prendano visione e confermino la loro intenzione a partecipare. Si procederà poi con un colloquio conoscitivo preliminare all’inserimento nel gruppo che avrà la funzione di comprendere la richiesta del partecipante e la sua motivazione.

 

 

 

 

 

 




martedì, 07 maggio 2013

Donne che amano troppo: i gruppi di aiuto a Roma

A cura della Dott.ssa Francesca Saccà, psicologa e psicoterapeuta a Roma

dipendenza affettiva roma.jpg

 

La definizione ‘Donne che amano troppo’ viene dall’ormai famosissimo libro 'Donne che amano troppo' (in Italia edito da Feltrinelli) della psicoterapeuta americana Robin Norwood. 

L’autrice ha ben spiegato nel suo testo la dinamica malata che porta alcune donne a essere dipendenti da una relazione d’amore: è una dipendenza che assomiglia a quella per il cibo o per l’alcol, e che ha origine da una profonda sofferenza interiore.

La dott.ssa Norwood spiega con molta precisione il meccanismo dell’ossessione d’amore e della dipendenza affettiva: “Se mai vi è capitato di essere ossessionate da un uomo, forse vi è venuto il sospetto che alla radice della vostra ossessione non ci fosse l’amore, ma la paura; noi che amiamo in modo ossessivo siamo piene di paura: paura di restare sole, paura di non essere degne di amore e di considerazione, paura di essere ignorate, o abbandonate, o annichilite. Offriamo il nostro amore con la speranza assurda che l’uomo della nostra ossessione ci protegga dalle nostre paure; invece le paure e le ossessioni si approfondiscono, finché offrire amore nella speranza di essere ricambiate diventa la costante di tutta la nostra vita. E, poiché la nostra strategia non funziona, riproviamo, amiamo ancora di più. Amiamo troppo.”

L’amare troppo è una vera e propria patologia che può diventare anche pericolosa. In queste situazioni ci si può ammalare per lo stress, l’ansia, per il dolore. Spesso accade che si trascuri la propria salute, il lavoro, la casa, i figli. A volte si tollerano situazioni pericolose, in cui ci sono violenze; altre volte si finisce ad abusare di sostanze, o di alcol, di cibo, di farmaci, per cercare sollievo.

E’ possibile guarire dalla malattia dell’amare troppo?

Per fortuna sì. Come in tutte le dipendenze la guarigione arriva con una sorta di disintossicazione, quando si riesce a fermarsi, a interrompere il circolo vizioso. 

Molto spesso, in questi casi, viene consigliata la frequenza a un gruppo di sostegno: il confronto con altre donne con problemi simili si rivela spesso un mezzo fondamentale per capire certe dinamiche, elaborarle ed uscirne per riprendere finalmente in mano le redini della propria vita.

Grazie all’aiuto del terapeuta e  del gruppo si compiono passi importanti per imparare a gestire la paura dell'abbandono, la sensazione di vuoto e soprattutto si inizia ad intraprendere il percorso dell’amare se stesse, difficilissimo per chi non è stata amata. Solo imparando ad amare se stesse si impara a smettere di cercare l’altro per riempire il vuoto interiore. E quando non si è più disposte a sacrificare totalmente se stesse per un uomo, ecco che finalmente può arrivare un amore sano, reciproco, equilibrato.

I Gruppi di aiuto a Roma

La Dott.ssa Francesca Saccà, psicologa e psicoterapeuta, ha recentemente dato vita a gruppi di aiuto per la dipendenza affettiva. Il suo nuovo gruppo partirà il prossimo 27 Maggio.

Chi volesse ricevere il programma dettagliato del gruppo e prenotarsi può inviare una email all’indirizzo

francesca.sacca@gmail.com

Specificando nell’oggetto: richiesta informazioni gruppo d’aiuto dipendenza affettiva

 

 

domenica, 28 aprile 2013

Innamorarmi io? No grazie! Faccia a faccia con la paura d’amare

A cura della Dott.ssa Francesca Saccà, psicologa e psicoterapeuta a Roma

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Innamorarsi, un’esperienza unica e sconvolgente nella vita di ciascuno di noi.  Ma l’amore, quel sentimento che per molti rappresenta il motore della vita, per altri invece può rappresentare un vero e proprio incubo.

Infatti sono in molti gli individui affetti da 'philofobia' ossia  la paura di innamorarsi o di essere innamorati.

Ma come è possibile? Quali sono le motivazioni alla base di tale timore?

Esperienze infantili irrisolte e non elaborate: bambini che hanno sperimentato il rifiuto e l’abbandono da parte dei genitori potrebbero essere condizionati,  in età adulta, circa le scelte affettive ed  evitare pertanto situazioni caratterizzate dal coinvolgimento emotivo per non mettersi nuovamente nella condizione di poter essere “rifiutato”.

Esperienze di profonde delusioni sentimentali vissute: spesso le delusioni sentimentali impediscono di innamorarsi nuovamente, per il timore di soffrire di nuovo o di vedere la propria fiducia ancora tradita. In questi casi il ‘non amare’ è un meccanismo di difesa per evitare di soffrire.

Paura di cambiare e/o di perdere il controllo: L’amore procura cambiamenti radicali nelle abitudini e  nello stile di vita: niente è come prima, per cui se nell’individuo c’è una forte resistenza al cambiamento possiamo aspettarci anche il timore di intrecciare una relazione sentimentale poiché vissuta come un’alterazione, una minaccia a un equilibrio precedentemente raggiunto.

Paura di sacrificarsi: dobbiamo riflettere su un altro timore diffuso che condiziona l’uomo contemporaneo: la paura di sacrificarsi. Oggi si è sempre meno disposti a contrattare il proprio carattere con qualcuno per crescere e maturare in una coppia. Molto spesso nel caso in cui ci si trovi nella situazione di incontrare qualcuno si cerca di non correre rischi. Il sociologo Zygmunt Bauman parla di ‘relazioni con il tagliando’  (Bauman, 2003, p.31) fatte di controlli, per evitare che l’altro s’innamori troppo e diventi ingombrante.

Cosa dovrebbe fare dunque una persona affetta da ‘paura d’amare’ per uscire da questo circuito che condiziona la sua esistenza? Diciamo che è fondamentale, nel momento in cui la persona percepisce la sua insicurezza di fronte alla possibilità di intrecciare un nuovo rapporto, non  fuggire bensì  bensì cercare di comprenderne le ragioni.

Avere paura d’amare costituisce un problema per le persone affette ma anche per chi si innamora di loro. Il/la partner di un philofobico non riesce a seguire i normali codici che regolano il progredire di una relazione e soffre per non potersi avvicinare come vorrebbe alla persona che ama. Spesso è lacerato/a da insicurezze e dubbi e non sa come muoversi per aiutare il/la proprio/a compagno/a.

Non sempre la persona affetta da ‘paura d’amare’ riesce a superare da sola questo problema ed è pertanto fondamentale non vergognarsene e chiedere aiuto a un esperto del settore che le permetta di capire come ‘sbloccare’ determinati meccanismi psicologici e soprattutto individuare le modalità più funzionali per uscire da questa condizione di “solitudine forzata”.

Di seguito fornisco alcuni semplici suggerimenti che è possibile seguire quando ci scopriamo affetti dalla paura di amare:

- Non fuggire dinanzi alla possibilità di rivivere una storia d’amore. La fuga o l’evitamento non fanno mai scomparire la paura anzi la rafforzano.

 - Sperimentarsi nella nuova storia senza anticiparne i possibili esiti ma viverla per quello che offre quotidianamente.

 - Evitare di fare confronti/raffronti con storie sentimentali precedenti: ogni storia, così come ogni persona, è diversa dalle altre; il timore che la sofferenza già sperimentata si possa ripetere può essere destabilizzante e paralizzante e non permette di vedere il positivo che c’è nella nuova avventura.

 - Parlare liberamente con il nuovo compagno/a delle proprie paure: nelle relazioni interpersonali la condivisione è sempre un elemento prezioso. Infatti, la possibilità di “aprirsi” dopo tanto tempo con un nuovo lui o lei permette all’individuo di riacquistare la fiducia nell’altro, che, nella maggior parte dei casi, è andata perduta a fronte di delusioni precedenti.

 - Quando i timori sono molto forti  e magari scaturiscono in una vera e propria psicopatologia cercare di approfondirne le ragioni con l’aiuto di un esperto.

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